LA DESTRA HA BISOGNO DI un Idol normale


LA DESTRA
HA BISOGNO DI
un Idol normale


È il fenomeno pop del momento. Scatta il tormentone a destra (e a sinistra): se l’estate non sa dire di no a un ritornello appena orecchiabile, la politica di questi tempi “bestiali” ha bisogno di like, follower e… idoli, anzi di idol*.

Vannacci Roberto, ex militare, pensionato nel 2025 con il grado di generale di divisione, è piacente (nel senso che piace alla gente, tipo Salvini che se lo annette in Lega e lo manda a Bruxelles al Parlamento europeo e poi lo incorona suo vice e poi… “hey, hey, bye bye bye”, come dicevano gli NSYNC), e fa il piacione provetto, la popolarità aumenta e i sondaggi lo fanno svettare con il suo partito monocratico (Futuro Nazionale, da non confondere con il vecchio FN di Forza Nuova). Si sa che i sondaggi delle vacanze sono attendibili fino ad un certo punto, ma lo scossone c’è già stato a pochi mesi dalle elezioni, e Lega e Fratelli d’Italia non gradiscono l’erosione del consenso alla “loro” destra (e bene o male, con gli stessi argomenti e toni). La Lega, ad esempio, in questi giorni è sotto la linea di galleggiamento nel gradimento preelettorale, e a pensar male sembra che qualcuno stia cominciando a chiedere conto e ragione al Capitano declassato a Bagnino. I Fratelli, invece, rosicano… perché adesso stanno al governo e certe cose non le possono più dire [azz], e poi c’è tutta una questione di eredità morale usurpata (e la Decima Mas, e il saluto ai camerati, e le avance filorusse, e le facezie razziste, e l’immigrazione e pure la remigrazione, no!).

Vannacci è il giovane che avanza (sta in politica da una manciata di giorni e già la sua marcia su Tik Tok fa pensare al Ventennio), canta e balla, ovvero, si presenta in modo squisitamente imbarazzante (oggi si direbbe che è il meme di sé stesso) e ha prospettiva. La sua prospettiva è piacere agli italiani “normali”.

Sfortuna o calcolo anche nella scelta azzeccatissima di mettere in play list Futura di Lucio Dalla per la prima uscita ufficiale** del partito, mossa strategica che gli ha fatto guadagnare anche le attenzioni del popolo LGBTQ+, e chi si dimentica della sua uscita ultra woke in vestaglietta floreale (kimono) per il bagno di capodanno?

Si impantanerà anche lui? improbabile, la sua ascesa in politica è baciata dal sole, dalla gioventù, dall’ebrezza (come quella del suo camerata Pozzolo), dalla libertà di spararle grosse, dalla nostalgia delle piccole cose orribili dei nostri lontani ricordi di famiglia. Quindi che facciamo? Io mi allineo, e che ci vuole. Lo confesso, piace anche me, mi mette allegria quel suo faccione italianissimo all’Alberto Sordi (Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata, Luigi Zampa, 1971), mi piace quel destino impresso nel suo sguardo vitreo, un po’ bovino, mi piace il suo eloquio da vocabolario Zingaretti (sic), il tono pacato con cui si fa perculare da chiunque e poi se ne fa un vanto. È proprio come me… uno normale.


due chiosette

* giovini e giovinastri che impazzano sui social ballando e cantando, facendo versi e sottoponendosi a quotidiani live streaming imbarazzanti.

** Per le future uscite si potrebbe proporre Generale di De Gregori, ma poi magari non funziona una seconda volto lo stesso giochetto, allora consiglierei una hit del momento, che sembra fatta a posta per invogliare alla remigrazione: Al mio paese di Serena Brancale.



© 2026, roberto speziale, Sarò il tuo Futuro: croce sul cuore

 

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