NATO
IERI
(e non è solo un modo di dire)
Resa dei conti in arrivo per la NATO? Tra il 7 e l’8 di luglio è previsto un nuovo vertice dell’Alleanza atlantica ad Ankara, e come sempre Trump proverà a mettersi al centro dell’attenzione con gag e minacce del suo trito repertorio, a quanto pare ha promesso di fare anche il balletto…
Se il senso del ridicolo scarseggia in chi è abituato a superare il limite compulsivamente, è improbabile che a qualcuno dei presenti venga voglia di ridere. In ballo c’è un’alleanza che traballa da tempo, convitati che a breve perderanno la poltrona, un segretario generale che sembra saper fare solo il cameriere, economie in rovina, guerre e paci fuori controllo, amici persi smarriti e ritrovati… per poi essere, presumibilmente, nuovamente scaricati.
E i riflettori sono solo per lui. Ma come sta veramente Trump? È un genio? Il primo presidente degli USA capace di fare soldi a palate e stampare moneta (elettronica) con sopra la sua effigie. È quello che vuole il Nobel per la pace? Che ha imposto a tutti di comprare le sue armi? Che vuole la Groenlandia? Che s’è preso il petrolio del Venezuela? Che ha messo a capo del sistema sanitario nazionale un ex cocainomane, e ha distribuito altri compari di merende a fare affari sulle macerie disseminate in giro per il mondo? O è un mentecatto? I dazi sono una catastrofe per gli americani. La sua popolarità è in calo e manca sempre meno alle elezioni di metà mandato. Il debito pubblico ormai viaggia a un ritmo tale da dover inventare nuove unità di misura per poterlo descrivere. I negoziatori Iraniani, tra una canzonatura e l’altra, hanno dovuto integrare la squadra degli interpreti con degli psichiatri. Bibi gli fa “sì, sì” con la testa e intanto… Vladimir sbadiglia. Xi…
E il resto degli alleati storici? Sì, come sta la Nato? E l’Europa? Non sono un suo problema, l’equilibrio nuoce agli affari, guerre e catastrofi no. Gli amici non servono se non sono servili, e anche quelli servili non lo sono mai abbastanza (ogni riferimento a Giorgia Meloni è causato dal profondo imbarazzo a cui ci ha esposto).
Eppure… ultimamente il boss appare un po’ più agitato del solito. Qualcosa lo preoccupa davvero: non vuole assolutamente che gli si dia dello stupido. Altro è fare la figura dello stupido, cosa che sembra non preoccuparlo affatto. Per mettere a tacere ogni speculazione si è sottoposto anche a un test (il MoCA) per dimostrare di essere intelligente… almeno quanto una gorilla (Koko), peccato che abbia confuso un test per valutare il suo deterioramento cognitivo, con quelli della compianta Koko, che erano test per la valutazione del QI infantile.
Visto che siamo reduci da un 4 luglio memorabile (Dio salvi l’America!) mi è venuta in mente una massima celebre di uno degli ultimi eroi nazionali a stelle e strisce: Forrest Gump.
«Mamma diceva sempre: la vita è come una scatola di cioccolatini,
non sai mai quello che ti capita».
Ma forse non è la più azzeccata, quella che calza meglio è l’altra…*
© 2026, roberto speziale, NATO ieri
* «Stupido è chi lo stupido fa!»
Forrest Gump (1994), diretto da Robert Zemeckis.
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