LA NASCITA
DEL GIULLARE
Dario Fa 100
Dario Fo è morto a novant’anni (1926-2016), ma adesso si festeggiano i suoi cento anni… Hanno senso queste operazioni commemorative? Almeno la morte ti dovrebbe liberare dal fastidio di spegnere le candeline, ma a quanto pare non vale per tutti.
Allora ricordiamo, rileggiamo, accostiamoci al mistero buffo di un giullare, di un uomo che si è fatto giullare per un motivo: raccontare e ribaltare le storie dei poveri cristi. Ne vale la pena? Ne vale la pena. A volte è necessario ricordare le parole e tralasciare i fatti.
«Ehi! Zénte! El giulàr son mi! Vegní chi, fàite ’tensión… ’sculté! A ve mostrerò ’me se trsfórmeno i paròli in lame tajénti che i stranca d’un bòto i garèti dei impostori infami… e altre parole che divégne tambüri per desvegiàre çervèli dormiénti! Venít! Venít zénte! Venít!»*
A diciassette anni (1944) Dario Fo si arruola come volontario tra i repubblichini della RSI, è un povero cristo anche lui, un po’ come tutti i bambini nati durante il Ventennio. Negli anni Settanta diventerà di dominio pubblico e le controversie legali che ne seguirono risulteranno complesse e dolorose**. Inizialmente disse che il suo intento era di “infiltrarsi” tra i fascisti, ma non esistono prove, l’unica cosa che sappiamo con certezza è quello che dice lui stesso: lo fece per salvare la pelle. Ci insegna qualcosa? Qualcosa sì. Dopo la liberazione dal campo di concentramento di Coltano, istituito dalle truppe alleate, e per tutto il resto della sua lunga vita, Dario Fo si fece giullare, contro le guerre, i soprusi, i padroni e la tracotanza del potere. Resta il fatto che un ragazzino si arruolò insieme a tanti altri nello sbando di una guerra persa, avrebbe potuto prendere la via della resistenza, darsi alla macchia: non lo fece. La guerra è questo, i miserabili, splendenti, gesticolanti, santi e furfanti eroi delle sue rappresentazioni, raccontano la stessa storia, umana, umanissima.
© 2026, roberto speziale, Dario Fa 100
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note
- Da La nascita del giullare, in Dario Fo, Mistero buffo. Giullarata popolare, a cura di Franca Rame, Einaudi, ET Teatro, Torino 2014 (2003), p. 135. Riporto anche la versione italiana: «Ehi! Gente! Il giullare son io! Venite qui, fate attenzione… ascoltate! Vi mostrerò come si trasformano le parole in lame taglienti che stroncano d’un botto i garretti degli infami impostori… e altre parole che diventano tamburi per svegliare i cervelli addormentati! Venite! Venite gente! Venite!» (ivi, p. 134).
** A partire dal 1975 le voci della sua adesione al fascismo diventano argomento pubblico: Dario Fo querela Giancarlo Vigorelli e il quotidiano «Il Giorno» per diffamazione, la cosa si chiude senza troppi clamori con una rettifica da parte del giornale. Ma che Fo si fosse effettivamente arruolato tra le fila dei repubblichini
già dal 1964 l’aveva confermato Giorgio Pisanò, senatore del Movimento sociale italiano. Nel 1977 una nuova querela riguarderà il giornalista Gianni Cerruti del giornale di Varese «Il Nord», il procedimento si concluderà nel 1979, la sentenza conferma sostanzialmente la correttezza delle tesi esposte dal giornale: «È legittima dunque per Dario Fo non solo la definizione di repubblichino, ma anche quella di rastrellatore».
> https://it.wikipedia.org/wiki/Dario_Fo#La_controversia_sulla_militanza_nella_R.S.I.
Una raccolta di articoli inerenti le vicende giudiziarie relative al processo per diffamazione intentato da Dario Fo nei confronti del giornale «Il Nord» (1978) si può trovare online nell’Archivio Franca Rame e Dario Fo.
> https://www.archivio.francarame.it/scheda.aspx?IDScheda=26904&IDOpera=33
In svariate occasioni Dario Fo dichiarerà di non aver mai negato il suo arruolamento, giustificandolo in vario modo, per salvare la pelle, come imboscato e anche come infiltrato della Resistenza (ma non sono mai state provate queste sue affermazioni), questa è la “sua” verità, confinata per sempre alla sua storia personale, una lunga storia costellata da opere e scelte di campo non allineate, che hanno reso il suo teatro fatto politico di ribellione a oltranza contro le guerre e contro tutti gli oppressori. Può bastare? Per questi primi cento anni dalla sua nascita facciamocelo bastare.













